
Chi non ha mai ricevuto critiche nella propria vita? Nessuno. Tutti siamo stati giudicati. Per qualsiasi motivo. Per ogni scelta. Per qualunque presa di posizione.
Perché è necessario criticare ed essere criticati. Questo è quello che vogliono farci credere. Questo è ciò che intimamente bramiamo.
Sei criticato quando ti vesti. Quando scegli un profumo. Quando scioperi. Quando non hai voglia di alzarti dal letto. Quando pensi con la tua testa. Quando credi di avere ragione.
Ma la categoria più criticata per eccellenza è quella di chi si espone pubblicamente. Politici, sportivi, artisti, personaggi mediatici.
Da artista vi riporterò quella che è stata lamia esperienza. Le speculazioni lasciamole alle chiacchere da bar.
Dall’età di tredici anni ho preso la mia prima chitarra in mano e da lì è nato un percorso fatto di scelte a volte coraggiose,altre comode, che mi hanno portato ad essere chi sono. Molte di queste scelte le ho subite, altre mi sono capitate, altre ancora le ho finalmente prese. E quest’ultime sono quelle di cui vado più fiero.
Perché il mondo dei giudizi ci vuole a sua immagine e somiglianza. Quindi popolare, intrigante, divertente, intraprendente e via dicendo. Mi era stato detto di non iniziare a suonare perché non avevo il talento. Di lasciare che altri si occupassero della produzione perché c’erano figure più adatte a farlo. Mi fu consigliato di non scrivere, non cantare, non interessarmi di fotografia, video making, comunicazione, grafica, ecc…
La moltitudine ha la convinzione si nasca imparati. Perché il riconoscimento si nutre di se stesso. Avviene solo laddove il riconoscimento è già avvenuto. L’istinto medio è quello di reprimere i talenti altrui, demotivare gli altri con consigli da stolti e giudizi pressapochistici.
Siamo ignoranti, incompetenti, privi di esperienza eppure pensiamo di poter spiegare agli altri come debbano fare il loro lavoro. Cosa devono pensare. Che scelte intraprendere.
Qualche anno fa una persona capitò su un video che avevo realizzato, scagliandosi con veemenza e assolutismo sul lavoro realizzato, definendolo un fallimento totale. Lì per lì la cosa mi lasciò alquanto perplesso.
Mi chiesi che criteri aveva adottato per giungere a quella conclusione e quali competenze aveva in materia per potersi esprimere così perentoriamente. La sua opinione fu formulata in relazione ai suoi canoni estetici, culturali, esperienziali (è over 50 e non esattamente un accanito fruitore di music videos) e nel caso specifico completamente fuori contesto. Dopo tre giorni quello stesso video entrò in rotazione su MTV.
Quante volte vi hanno suggerito di non andare al cinema a vedere un determinato film perché brutto? Ma cosa vuol dire che è brutto?! Nulla. Quante volte le persone esprimono valutazioni senza essere interpellate? Perchè ci riteniamo così super partes da avere sempre una tesi su tutto?
Mantenete intatta la vostra creatività. Circondatevi di persone di cui potete fidarvi per confrontarvi sulla vostra attività. Gente dotata di competenza, sensibilità, analiticità e capacità critica.
Il resto non serve.
Un mio vecchio insegnante ripeteva sempre : se vogliamo parlare con criterio e capacità sono ben disposto, altrimenti la pizzata in compagnia rimane una valida alternativa.
Difendetevi dal giudizio facile, lo snobbismo, la stoltezza, l’ignoranza e da chiunque vi dica cosa è giusto e sbagliato. Chi siete o cosa potete fare.
Affidatevi alla vostra capacità di giudizio. Ne guadagnerete in salute e produttività.
E la prossima volta che qualcuno vi suggerirà di non andare al cinema, fatevi una cortesia : andateci!
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