Migliori smart TV 43 pollici: quale scegliere per streaming e gaming

App, spazio e frequenza cambiano la scelta anche quando la diagonale resta identica.
Il mobile lascia spazio a un 43 pollici, la distanza dal letto è già decisa e il budget sembra sufficiente. Poi arriva il dubbio: due televisori con la stessa risoluzione possono costare parecchio diversamente, pur promettendo entrambi colori intensi, immagini fluide e tutte le app che servono. Il rischio è pagare una funzione che resterà inutilizzata oppure risparmiare proprio sul requisito che ti interessa ogni sera.
In questo formato, la scritta 4K racconta soltanto una parte della storia. Non dice se la console potrà inviare 120 fotogrammi al secondo alla piena risoluzione, se il servizio sportivo che segui avrà un’app dedicata o se la base entrerà davvero sul ripiano. Anche QLED e Dolby Vision rispondono a domande diverse: il primo riguarda la tecnologia del display, il secondo la compatibilità con un formato HDR.
Prima di confrontare i prezzi, parto da ciò che collegherai e guarderai più spesso. Una serie in streaming, una partita e un gioco veloce chiedono cose differenti allo stesso schermo. Poi considero la stanza, le prese occupate e il sistema operativo con cui vuoi convivere. Il punto da chiarire è questo: quale limite finiresti per incontrare davvero, e quale funzione aggiuntiva avrebbe invece poche occasioni di servirti?
Confronto rapido: cinque TV da 43 pollici
Parti dal requisito che non vuoi sacrificare: Google TV, gaming ad alta frequenza, Ambilight, spesa contenuta con Tizen oppure Fire TV. Le cifre indicate nel giudizio sono soglie di convenienza editoriali per prodotti nuovi, non prezzi di listino né offerte disponibili: servono a capire fino a quale spesa consiglierei ciascun modello.

TCL 43P7K è il mio riferimento se cerchi Google TV per film e serie, con Dolby Vision e HDR10+. Il compromesso riguarda il gaming: il pannello è a 60 Hz e la modalità a 120 Hz rinuncia alla piena risoluzione 4K.
Prezzo e disponibilità possono variare

Per dare priorità al gaming, preferisco Hisense: 144 Hz nativi e VRR indirizzano la spesa verso le funzioni utili a console e PC. Resta un QLED con retroilluminazione DLED, non Mini LED; inoltre la soundbar eARC occupa uno dei due ingressi con VRR a 144 Hz.
Prezzo e disponibilità possono variare

Ambilight dà al Philips un motivo per costare di più: la luce segue l’immagine anche sulla parete. Hai 120 Hz nativi e segnali 4K accettati fino a 144 Hz; scegliendolo rinunci però a Google TV, perché la piattaforma è Titan OS.
Prezzo e disponibilità possono variare

Se il prezzo resta sotto i 300 euro, Samsung Q7F4 43 è la proposta che preferisco per televisione e streaming con Tizen. Il limite è netto: pannello dichiarato a 50 Hz e ingressi fino a 4K/60, senza il gaming ad alta frequenza di Hisense e Philips.
Prezzo e disponibilità possono variare

Ritrovare Fire TV e il telecomando Alexa è la ragione per scegliere Amazon Ember Serie 4. Il modello da 43 pollici abbina 4K, 60 Hz e Wi-Fi 6: lo includo per la preferenza software, senza attribuirgli un primato d’immagine o di gaming.
Prezzo e disponibilità possono variare
Come scegliere un TV da 43 pollici
Cinque controlli pratici per spendere sulle differenze che userai davvero.
Misura il mobile e considera la distanzaLa diagonale non comprende cornice, piedini e profondità della base.
Un pannello 16:9 da 43 pollici misura circa 95 × 54 cm, ma il televisore completo occupa più spazio. Il Philips della selezione, per esempio, arriva a 96,2 × 62,9 × 21,6 cm con la base. Misura anche il passaggio dei cavi e lo spazio necessario alla ventilazione indicato dal produttore. Da una seduta lontana, spendere di più sullo stesso formato può contare meno di una diagonale maggiore: prima di fissare il budget, simula l’ingombro sulla parete.
Per il gaming separa pannello e segnale4K a 120 Hz e 120 Hz a risoluzione ridotta non sono equivalenti.
Se giochi ad alta frequenza, privilegia una combinazione di risoluzione e refresh realmente supportata. Hisense parte da 144 Hz nativi; Philips dichiara 120 Hz nativi e accetta segnali 4K fino a 144 Hz. Sul TCL, invece, il modo a 120 Hz richiede una risoluzione inferiore. Per sfruttare il vantaggio servono anche gioco, sorgente e collegamento compatibili. Un film non diventa più dettagliato solo perché il televisore accetta più fotogrammi.
Scegli le app prima dell’interfacciaUn servizio indispensabile conta più della preferenza per un menu.
Qui trovi cinque piattaforme: Google TV, VIDAA, Titan OS, Tizen e Fire TV. Controlla il catalogo italiano del modello per le app sportive, locali o meno diffuse che usi davvero; il logo del sistema operativo non basta a prometterne la presenza. Se hai già uno streamer esterno, pesa meno la schermata iniziale e pesa di più il pannello. Se vuoi un solo telecomando e nessun dispositivo aggiuntivo, il software integrato diventa invece un criterio decisivo.
Non comprare l’HDR dal solo logoCompatibilità con il formato e resa di luci e ombre sono aspetti diversi.
Dolby Vision e HDR10+ permettono di interpretare contenuti HDR compatibili, ma non stabiliscono da soli luminosità, profondità del nero e controllo della retroilluminazione. Anche QLED non significa Mini LED: l’Hisense in questa guida è un DLED. Per il cinema serale, una sigla aggiuntiva non basta a giustificare una spesa maggiore. Se puoi rinunciare al formato esatto, considera separatamente un OLED da 42 pollici: cambia la tecnologia e cambia anche la diagonale.
Conta le porte dopo aver collegato la soundbarL’eARC può occupare uno degli ingressi utili per il gaming.
Fai un elenco concreto: console, computer, decoder e soundbar. Sull’Hisense i due ingressi con VRR fino a 144 Hz includono quello eARC; collegando lì la soundbar, ne resta uno libero per una sorgente ad alta frequenza. Il Philips ha quattro HDMI complessive, ma il numero totale non descrive da solo le capacità di ciascuna porta. Riserva prima l’ingresso audio e controlla poi dove collegherai le altre sorgenti: è un limite che si incontra subito, non un dettaglio da scheda tecnica.
Smart TV da 43 pollici, modello per modello
Ogni modello ha un motivo preciso per entrare nella selezione: qui trovi cosa giustifica la spesa e quali limiti contano nel tuo impianto.
TCL 43P7K
Lo preferisco per lo streaming con Google TV: compatibilità HDR ampia, con il limite dei 60 Hz quando giochi in 4K.
Prezzo e disponibilità possono variare
Punti di forza
- Google TV integrata — riunisce app e ricerca senza aggiungere uno streamer dedicato.
- Due formati HDR dinamici — Dolby Vision e HDR10+ ampliano la compatibilità con i contenuti.
- Trasmissione dallo smartphone — Google Cast porta sullo schermo contenuti da app compatibili.
- Connessione eARC — consente di inserire una soundbar nel sistema.
- Modalità automatica di gioco — l’ALLM può evitare il cambio manuale del profilo con sorgenti compatibili.
Limiti
- Niente 4K a 120 Hz — la modalità accelerata lavora a risoluzione inferiore.
- HDR senza local dimming — il supporto ai formati non equivale al controllo del nero di un display più evoluto.
- App da controllare — Google TV non assicura la disponibilità di ogni servizio nel mercato italiano.
Per chi alterna film, serie e video online, il TCL 43P7K mette al centro una preferenza concreta: avere Google TV già dentro il televisore. Lo considero un acquisto sensato quando vuoi partire dalle tue app, usare la ricerca e trasmettere contenuti compatibili dal telefono, senza riservare subito una presa e un ingresso HDMI a un dispositivo esterno.
Il QLED 4K e la compatibilità con Dolby Vision e HDR10+ compongono una dotazione utile per lo streaming, purché le aspettative sull’immagine restino proporzionate alla fascia. La mancanza di local dimming limita il controllo delle zone scure: il formato HDR può essere riconosciuto, ma non trasforma il pannello in uno schermo da cinema di fascia alta. In una camera usata soprattutto per serie e programmi, do più peso alla comodità del software.
Il confine più netto emerge collegando una console. In 4K il riferimento resta 60 Hz; la modalità a 120 Hz richiede una risoluzione inferiore. Se cerchi proprio il 4K ad alta frequenza, ti consiglio di scegliere un altro modello. La mia soglia di convenienza è intorno ai 355 euro per un esemplare nuovo: entro questa spesa, Google TV deve essere il tuo requisito principale per giustificare la scelta. Chi usa già uno streamer dovrebbe attribuire meno valore a questo vantaggio e concentrarsi soprattutto sul pannello.
Hisense 43E7S PRO
Nel gaming do priorità ai suoi 144 Hz nativi e al VRR, senza scambiare il QLED DLED per un Mini LED.
Prezzo e disponibilità possono variare
Punti di forza
- Alta frequenza nativa — i 144 Hz hanno senso con sorgenti e giochi capaci di sfruttarli.
- VRR — sincronizza frequenza e fotogrammi con sorgenti compatibili.
- Due HDMI con VRR a 144 Hz — puoi collegare due sorgenti compatibili se non occupi l’eARC.
- Dolby Vision IQ e HDR10+ — permettono di usare più formati HDR oltre al gaming.
- AirPlay 2 — facilita la condivisione da dispositivi Apple compatibili.
Limiti
- Retroilluminazione DLED — non va acquistato aspettandosi la tecnologia Mini LED.
- eARC condiviso — la soundbar sottrae uno dei due ingressi con VRR fino a 144 Hz.
- Catalogo VIDAA — verifica le app italiane indispensabili prima di rinunciare a uno streamer esterno.
Il budget destinato al gaming dovrebbe comprare innanzitutto la possibilità di usare i segnali che la tua sorgente produce. Su Hisense 43E7S PRO la spesa si giustifica così: pannello a 144 Hz nativi e VRR, due requisiti che hanno un senso concreto con un computer da gioco o una console compatibile. Per una stanza piccola dedicata anche a questo uso, la priorità è ben definita.
Il VRR segue le variazioni del frame rate della sorgente; la frequenza massima, invece, descrive un limite superiore che non ogni gioco raggiunge. Non aspettarti quindi che il televisore renda automaticamente più fluido qualsiasi contenuto. La sigla QLED riguarda il display, mentre la retroilluminazione è DLED: il vantaggio sul quale fondare l’acquisto è la dotazione gaming, senza attribuirle per estensione prestazioni HDR da Mini LED.
Prima di montarlo controlla i collegamenti. HDMI 2 e HDMI 3 gestiscono il VRR fino a 144 Hz, ma HDMI 2 svolge anche il compito eARC. Con una soundbar collegata lì, resta un solo ingresso di questo tipo libero per console o PC. Per un esemplare nuovo fisso intorno ai 429 euro la mia soglia di convenienza: entro questa spesa, lo considero un acquisto mirato per chi sfrutta l’alta frequenza. Per il solo streaming, quella parte del budget rischia invece di restare inutilizzata.
Philips The One 43PUS9010
Lo consiglio quando vuoi Ambilight su tre lati e gaming ad alta frequenza insieme; verifica prima le app disponibili su Titan OS.
Prezzo e disponibilità possono variare
Punti di forza
- Ambilight integrato — estende i colori sulla parete senza un kit luminoso separato.
- Segnali 4K ad alta frequenza — mantiene aperto l’uso con sorgenti gaming compatibili.
- VRR e ALLM — gestiscono sincronizzazione e modalità di gioco con dispositivi supportati.
- Quattro HDMI complessive — lasciano spazio a più sorgenti oltre alla soundbar.
- Dolby Vision e HDR10+ — evitano di legare la compatibilità HDR a un solo formato dinamico.
Limiti
- Titan OS — non puoi presumere di ritrovare il catalogo Google TV.
- Sovrapprezzo legato alla luce — Ambilight perde valore se prevedi di lasciarlo spento.
- Ingombro con base — 62,9 cm di altezza e 21,6 cm di profondità richiedono un ripiano adatto.
Quando il televisore è vicino a una parete libera, Ambilight diventa parte del modo in cui guardi film e giochi. Philips The One 43PUS9010 proietta luce su tre lati, seguendo i contenuti: lo consiglio se desideri proprio questo effetto integrato. Il sovrapprezzo ha meno senso quando lo schermo è in una posizione che lascia poco spazio alla luce o quando preferisci tenerla spenta.
Il motivo per considerarlo anche con una console è separato da Ambilight. Philips dichiara 120 Hz nativi e include segnali 4K fino a 144 Hz fra quelli accettati. Sono due dati diversi: il primo descrive il pannello, il secondo gli ingressi supportati. VRR e ALLM completano la dotazione per sorgenti compatibili, mentre Dolby Vision e HDR10+ riguardano i contenuti HDR; nessuna di queste sigle, da sola, decide la qualità dell’immagine.
La piattaforma è Titan OS, quindi parto dalle app italiane che ti servono davvero, soprattutto se non vuoi aggiungere un lettore esterno. Controlla anche l’altezza con la base, che arriva a 62,9 cm: la diagonale non racconta tutto l’ingombro. La mia soglia di convenienza per un esemplare nuovo è intorno ai 505 euro, purché tu voglia usare sia Ambilight sia l’alta frequenza. Nell’offerta scelta controlla sempre condizioni e venditore: un prezzo dell’usato non va confrontato direttamente con quello del nuovo.
Samsung Q7F4 43
Sotto i 300 euro lo consiglio per Tizen e televisione quotidiana, accettando l’assenza del 4K ad alta frequenza.
Prezzo e disponibilità possono variare
Punti di forza
- Tizen integrato — ha senso se vuoi mantenere le abitudini dell’ecosistema Samsung.
- SmartThings — riunisce il controllo dei dispositivi compatibili.
- Tre ingressi HDMI — consentono di collegare più sorgenti per l’uso quotidiano.
- eARC — permette di aggiungere una soundbar compatibile.
- Supporto software dichiarato — Samsung indica fino a sette anni di aggiornamenti Tizen a partire dal 2025.
Limiti
- Niente 4K ad alta frequenza — gli ingressi si fermano a 60 Hz.
- Niente Dolby Vision — la compatibilità HDR dinamica fa riferimento a HDR10+.
- Convenienza legata al prezzo — se sale vicino ai modelli gaming, il risparmio smette di giustificare le rinunce.
Per una seconda TV, la spesa iniziale resta un criterio legittimo: non ogni stanza richiede funzioni da console o effetti luminosi. Samsung Q7F4 43 entra nella guida per chi vuole Tizen e punta a restare sotto i 300 euro. Intorno ai 269 euro colloco la mia soglia ideale di acquisto per un esemplare nuovo, destinato a programmi, streaming e sorgenti esterne usate senza ambizioni di alta frequenza.
Samsung distingue un pannello dichiarato a 50 Hz da ingressi HDMI che accettano il 4K a 60 Hz. Non è una contraddizione da risolvere scegliendo il numero più favorevole: sono due voci tecniche da mantenere separate. In pratica, questa proposta non nasce per il 4K a 120 Hz. Anche l’assenza di Dolby Vision va messa in conto, mentre HDR10+ permette comunque di usare contenuti compatibili con quel formato.
Il legame con Tizen e SmartThings pesa se conosci già l’ambiente Samsung e possiedi dispositivi compatibili. La promessa di aggiornamenti Tizen fino a sette anni decorre dal 2025: non indica sette anni dal tuo acquisto né una durata garantita del televisore. È un elemento utile, senza farne il motivo per pagare qualsiasi cifra. Quando il prezzo si avvicina molto ai 400 euro, rivaluto la scelta: per il suo ruolo in questa guida, il risparmio deve restare concreto.
Amazon Ember Serie 4 43
Amazon Ember Serie 4 ha senso se vuoi Fire TV integrata e Alexa sul telecomando; il pannello a 60 Hz limita il gaming.
Prezzo e disponibilità possono variare
Punti di forza
- Fire TV integrata — evita una chiavetta separata se vuoi proprio questa piattaforma.
- Telecomando Alexa — porta la ricerca vocale sul comando che usi per il televisore.
- Wi-Fi 6 — aggiunge compatibilità con reti wireless di questa generazione.
- Ethernet — consente una connessione cablata quando il segnale Wi-Fi nella stanza è debole.
- HDMI eARC — lascia la possibilità di collegare una soundbar compatibile.
Limiti
- Refresh a 60 Hz — non è indicato se l’obiettivo è giocare in 4K a 120 Hz.
- Vantaggio legato al software — se hai già un lettore Fire TV, l’integrazione aggiunge meno valore.
- Wi-Fi 6 non risolve tutto — copertura della rete e connessione Internet restano decisive per lo streaming.
Avere Fire TV direttamente nel televisore è una comodità concreta se vuoi mantenere quella schermata iniziale e usare il telecomando Alexa, senza aggiungere una chiavetta. Scelgo Amazon Ember Serie 4 43 per questa continuità. Può trovare posto in una camera o in un soggiorno compatto dove lo streaming è l’attività principale e la preferenza per l’ambiente Amazon è già chiara.
La versione qui considerata abbina risoluzione 4K, frequenza a 60 Hz e Wi-Fi 6. Quest’ultimo è una possibilità di collegamento, non una promessa di streaming senza interruzioni: servono una rete adeguata e una connessione Internet all’altezza dei contenuti. Se il router è lontano o il segnale attraversa pareti difficili, l’Ethernet consente di scegliere un percorso cablato. La sola generazione del Wi-Fi non giustifica quindi la spesa.
Con una console puoi usarlo entro i limiti del pannello, ma l’ingresso eARC non lo trasforma in un 4K a 120 Hz. Fisso intorno ai 310 euro la mia soglia di convenienza per un esemplare nuovo: il motivo per preferirlo deve restare Fire TV integrata, senza attribuire al marchio una superiorità d’immagine. Se possiedi già un dispositivo Fire TV che intendi continuare a usare, valuta il televisore soprattutto per schermo e collegamenti: comprare due volte la stessa funzione software porta un beneficio molto più piccolo.
Guarda come è costruita un’immagine
Lo schermo è il punto d’arrivo di scelte di luce, composizione e montaggio. Se guardando un film ti chiedi come ottenere un’immagine simile, puoi usare quella curiosità per iniziare a creare: nei miei percorsi il passaggio è dalle impostazioni alla storia che vuoi raccontare.
Dalla visione alla composizione
I percorsi di fotografia e video aiutano a ragionare su luce, inquadratura e racconto. Un passo utile quando vuoi capire le immagini che guardi e costruirne di tue.
Esplora le guideDai tempo a un progetto personale
Se la curiosità visiva diventa un progetto, servono anche spazio mentale e abitudini. Nei miei libri trovi un percorso dedicato al cambiamento personale, da affiancare alla formazione tecnica.
Esplora i libriLavora sul colore dei tuoi contenuti
Preset e LUT sono strumenti da inserire nell’editing di foto e video. Servono al tuo processo creativo: non sostituiscono la calibrazione del televisore sul quale guarderai il risultato.
Esplora le risorseCome assegno un ruolo a ogni modello
In questa fascia considero riuscito un acquisto quando la funzione per cui paghi resta utile dopo aver configurato il televisore. Per questo non assegno un primato universale a cinque prodotti che rispondono a bisogni diversi. Lo streaming premia la piattaforma che vuoi usare; il gaming richiede ingressi e pannello coerenti; Ambilight introduce una preferenza visiva precisa. Il prezzo entra nel giudizio solo insieme a questi vantaggi. Un modello economico perde interesse se il risparmio ti obbliga ad aggiungere subito dispositivi per superare un limite essenziale.
Il formato deve risolvere un vincolo
Tengo distinta la selezione dei veri 43 pollici dalle alternative da 42 o 48. Se hai uno spazio preciso, un centimetro di troppo conta più del posizionamento commerciale della gamma.
Il refresh deve servire alla sorgente
Premio l’alta frequenza quando giochi con hardware e titoli compatibili. Per lo streaming non le attribuisco automaticamente lo stesso peso; distinguo sempre pannello, risoluzione e segnale accettato.
La piattaforma deve evitare attriti
Google TV, VIDAA, Titan OS, Tizen e Fire TV entrano per ragioni diverse. Mi interessa che tu possa usare i servizi desiderati, non costruire una classifica astratta dei menu.
Il sovrapprezzo deve avere una destinazione
Spendere di più ha senso quando compra una funzione che userai: alta frequenza, luce integrata o una preferenza software precisa. Un logo aggiuntivo, senza una conseguenza pratica, non basta.
Smart TV da 43 pollici: i dubbi prima dell’acquisto
App, gaming, misure, budget e collegamenti: le risposte che aiutano a decidere.
Quale smart TV da 43 pollici scegliere per lo streaming?
Per chi vuole Google TV consiglio TCL 43P7K. Se preferisci Fire TV e il telecomando Alexa, Amazon Ember Serie 4 ha un ruolo più preciso. Prima dell’acquisto verifica sul modello italiano le app indispensabili: la familiarità con una piattaforma conta solo se ti permette di guardare ciò che segui.
Quale modello conviene per giocare ad alta frequenza?
Do priorità a Hisense 43E7S PRO per i 144 Hz nativi e il VRR. Philips The One 43PUS9010 aggiunge Ambilight, con 120 Hz nativi e segnali 4K accettati fino a 144 Hz. Servono comunque sorgente, gioco, impostazioni e collegamento compatibili; il televisore non aumenta da solo i fotogrammi prodotti dal gioco.
Il TCL 43P7K può funzionare in 4K a 120 Hz?
No. Il pannello è a 60 Hz e la modalità a 120 Hz utilizza una risoluzione inferiore. Non considerarla equivalente al 4K a 120 Hz: se questo è il requisito della tua console o del PC, orienta la scelta verso un modello che lo supporti esplicitamente.
QLED e Mini LED indicano la stessa tecnologia?
No. QLED indica un display LCD che impiega quantum dot, mentre Mini LED riguarda la retroilluminazione. Le due caratteristiche possono convivere, ma una non implica l’altra. Hisense 43E7S PRO è un QLED con retroilluminazione DLED e non va presentato come Mini LED.
Quanto misura un televisore da 43 pollici?
La diagonale nominale equivale a circa 109 cm. La sola area di uno schermo 16:9 è larga circa 95 cm e alta circa 54 cm; cornice e base aumentano l’ingombro. Philips The One 43PUS9010 misura 96,2 × 62,9 × 21,6 cm con la base. Usa sempre le misure del modello esatto per mobile e staffa.
Un OLED da 42 pollici è un’alternativa sensata?
Sì, se il formato può cambiare e dai priorità al contrasto nelle scene scure. Va considerato come alternativa esplicita: 42 pollici non sono 43. Confronta ingombro completo, prezzo e uso previsto, senza scegliere il televisore soltanto perché appartiene alla stessa fascia di dimensioni.
Ambilight vale il sovrapprezzo del Philips?
Il sovrapprezzo è giustificato se desideri la luce sincronizzata e puoi collocare il televisore vicino a una parete che ne renda visibile l’effetto. Se prevedi di tenerlo spento, quel vantaggio perde peso. Ambilight modifica l’ambiente intorno allo schermo; non è una misura della qualità del pannello.
Perché Samsung indica 50 Hz ma accetta il 4K a 60 Hz?
La scheda distingue la frequenza dichiarata del pannello dai segnali supportati dagli ingressi HDMI. Per Q7F4 43 Samsung indica 50 Hz e HDMI fino a 4K/60 Hz. Questi dati non autorizzano a descriverlo come un televisore a 120 Hz o a estendergli le capacità delle gamme superiori.
Quale scegliere con un budget inferiore a 300 euro?
Samsung Q7F4 43 è il candidato da considerare se resta sotto quella soglia e vuoi Tizen per televisione e streaming. Non rinunciare però a un requisito essenziale, come il 4K ad alta frequenza, solo per rientrare nel budget. Controlla il totale, le condizioni del prodotto e il venditore prima di confrontare le offerte.
La soundbar riduce gli ingressi disponibili per il gaming?
Può farlo. Su Hisense 43E7S PRO HDMI 2 combina eARC e VRR fino a 144 Hz; HDMI 3 supporta anch’essa il VRR fino a 144 Hz. Collegando la soundbar all’eARC rimane quindi una sola porta di questo tipo libera per una sorgente gaming. Conta i collegamenti prima di acquistare.
Come pulire lo schermo senza rovinarlo?
Spegni il televisore e segui le istruzioni del suo manuale. Parti da un panno morbido e pulito, senza premere sul pannello; evita carta abrasiva e prodotti spruzzati direttamente sullo schermo. Per impronte persistenti, usa soltanto il metodo e i detergenti ammessi dal produttore per quel modello.
Serve sostituire il televisore quando manca un’app?
Non necessariamente. Uno streamer HDMI compatibile può aggiungere la piattaforma desiderata, occupando però una porta e richiedendo alimentazione. Prima di cambiare TV valuta se il limite riguarda soltanto il software o anche schermo e collegamenti: nel primo caso, un dispositivo esterno può essere un intervento più proporzionato.