Samsung Galaxy S26 Ultra: la Perfezione dell'Iterazione
Privacy Display, fotocamera più luminosa e AI più matura. Samsung non ha reinventato nulla — e forse non doveva.
C'è un tipo di prodotto che l'industria tecnologica fatica ad apprezzare nel momento in cui arriva: quello che non stupisce, ma funziona meglio di prima in ogni punto che conta. Non è il prodotto dei titoli da click facile. Non è la rivoluzione che i video di unboxing attendevano da mesi. È qualcosa di più difficile da fare, e spesso più difficile da valutare con onestà.
Galaxy S26 Ultra è esattamente questo prodotto.
Samsung ha preso il suo smartphone più potente — già uno dei migliori dello scorso anno — e lo ha raffinato in modo sistematico: aperture ottiche più ampie, chip più veloce con gestione termica superiore, Galaxy AI utile strumento quotidiano, e un Privacy Display hardware che nessun altro produttore ha ancora integrato direttamente nel pannello. Non è un salto generazionale. È una versione 1.1 di qualcosa che già valeva il prezzo d'ingresso.
Il problema — e c'è sempre un problema, altrimenti saremmo nel reparto marketing — è che Samsung ha deciso di chiamare "raffinamento" anche alcune scelte discutibili. Il frame torna all'alluminio invece che al titanio del S25 Ultra. Il 10MP sul teleobiettivo 3x rimane identico in un mercato che è andato avanti. La batteria è ancora la stessa da sette anni. E il prezzo europeo sale, non scende.
Questa è la recensione di uno smartphone che fa bene tante cose — ma che poi non è così diverso dal suo predecessore.
Perché leggere questa recensione
Mi chiamo Giuliano Di Paolo, lavoro come filmmaker, fotografo e content creator. La mia prospettiva sugli smartphone è quella di chi usa la fotocamera come strumento di lavoro, valuta l'AI in contesti reali di produzione e considera il valore nel tempo un parametro critico quanto la scheda tecnica.
Abbiamo testato Galaxy S26 Ultra in contesti di shooting, gestione video, nell'uso AI su sessioni di lavoro reali. Quello che trovi in questa recensione è una valutazione editoriale basata sull'esperienza: un'analisi del sistema fotocamera con attenzione alle aperture ottiche e al nuovo processing, una valutazione onesta del Privacy Display, una lettura critica dell'ecosistema AI e, soprattutto, una risposta alla domanda che conta: per chi vale davvero €1.499?
Galaxy S26 Ultra
Samsung Galaxy S26 Ultra — disponibile su Amazon
- Display: 6,9" Dynamic AMOLED 2X, QHD+ 1–120Hz — Privacy Display integrato hardware
- Chip: Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy — 12GB RAM (16GB su 1TB)
- Camera: 200MP f/1.4 + 50MP UW + 10MP 3x + 50MP 5x — APV codec, 8K
- Selfie: 12MP f/2.2 — Object Aware Engine
- Batteria: 5.000mAh — 65W cablata (0-75% in ~30 min)
- OS: Android 16, One UI 8.5 — 7 anni aggiornamenti (fino al 2033)
- Build: Armor Aluminum + Gorilla Armor 2 — IP68 — S Pen inclusa
- Conn.: Wi-Fi 7, Bluetooth 5.4, NFC, USB-C 3.2 — no Qi2 nativo
- Storage: 256GB / 512GB / 1TB — no microSD
- Prezzo: €1.499 (256GB) — €1.699 (512GB) — €1.999 (1TB)
- Privacy Display hardware: primo nel settore mobile — funziona, è customizzabile per app e orari, e verrà copiato da tutti gli altri entro due anni
- Apertura f/1.4 sul main: +47% di luce in ingresso rispetto al S25 Ultra — miglioramento reale in bassa luce, non solo su carta
- Processing fotografico finalmente bilanciato: Samsung abbandona l'ipersaturazione aggressiva e trova un equilibrio tra accuratezza cromatica e vitalità dell'immagine
- APV codec per video: compressione lossless fino a 8K — il primo Galaxy pensato anche come strumento di produzione professionale
- 7 anni di aggiornamenti: supporto garantito fino al 2033, il migliore nella categoria Android insieme a Google Pixel
- 10MP sul teleobiettivo 3x: in un 2026 dove i competitor montano 50MP su tutti i moduli, tenere un sensore da 10MP sul tele medio a questo prezzo è difficile da giustificare
- Addio titanio: il frame torna all'Armor Aluminum — più resistente del normale, ma non comunica la stessa qualità del titanio del S25 Ultra
- Batteria invariata da 7 anni: 5.000mAh nel 2026 mentre i competitor arrivano a 6.000–7.500mAh
- Nessun Qi2 nativo: per il mounting magnetico da gimbal o auto è necessario un case compatibile aggiuntivo
Design e Privacy Display: quando il display diventa un'arma
Galaxy S26 Ultra è il telefono Samsung che si sente meglio in mano da anni. Non per una singola scelta di design — le dimensioni sono praticamente identiche al predecessore, 163,6 × 78,1 × 7,9mm per 214 grammi — ma per come quelle dimensioni sono ora bilanciate. Gli angoli finalmente completamente arrotondati eliminano quell'ultima asperità che rendeva il grip prolungato leggermente scomodo. Il modulo camera posteriore, da floating lenses che erano, si consolida in un'isola rialzata. Esteticamente è più ordinato. Praticamente significa che il telefono oscilla quando è posato su un tavolo piatto: un trade-off che Samsung ha fatto deliberatamente, e che è giusto segnalare.
Il punto su cui mi sono trovato a riflettere più a lungo è il ritorno all'Armor Aluminum al posto del titanio del S25 Ultra. Samsung lo presenta come un miglioramento — versione più resistente, stessa durezza strutturale — ma la percezione in mano è diversa. Il titanio comunicava qualcosa. L'alluminio, per quanto "Armor", è alluminio. Non è un deal breaker, ma per un telefono che costa €1.499 è una scelta che richiede almeno un'onestà editoriale.
Privacy Display, invece, è la feature che cambierà il modo in cui guardi agli anni a venire. Non è la classica protezione privacy che acquisti in tabaccheria sotto forma di pellicola polarizzata da applicare malamente sullo schermo. È integrata hardware-software a livello di pixel: un tocco nel pannello rapido e l'angolo di visibilità laterale si azzera — nessuno a destra, nessuno a sinistra, nessuno dall'alto, vede quello che stai facendo. Tu vedi tutto perfettamente. Gli altri vedono uno schermo scuro. L'implementazione è modulare: puoi attivarlo per l'intero display o solo per app specifiche, puoi impostare regole basate su posizione e ora del giorno. In metropolitana, in aeroporto, in qualsiasi contesto dove la privacy dello schermo è una preoccupazione reale, questa feature funziona. Ed è il tipo di innovazione che verrà copiata da tutti gli altri produttori nei prossimi due anni — il che non diminuisce il merito di averla introdotta per prima.
Sistema fotocamera: aperture più ampie, filosofia invariata
Il sistema fotocamera di Galaxy S26 Ultra è composto da quattro obiettivi, come l'anno scorso. La risoluzione nominale è identica: 200MP main, 50MP ultrawide, 10MP 3x optical, 50MP 5x periscope. Sulla carta sembra invariato. Guardando più da vicino, i cambiamenti ci sono — e alcuni sono significativi.
Il principale è l'apertura del sensore main che passa da f/1.7 a f/1.4. In termini fotografici pratici, questo equivale a circa il 47% di luce in più che raggiunge il sensore. Il risultato reale è visibile nelle scene in bassa luce — meno rumore, ombre più pulite, texture più definite senza dover alzare l'ISO. Nelle prime comparazioni con il S25 Ultra, il processing è anche cambiato filosoficamente: Samsung si è finalmente allontanata dall'ipersaturazione aggressiva che caratterizzava le generazioni precedenti, trovando un equilibrio tra accuratezza cromatica e vitalità dell'immagine che sembrava difficile da raggiungere. È un miglioramento reale per chi fa fotografia con intenzione, non solo per chi fotografa automaticamente.
Il 5x periscope migliora in parallelo: apertura da f/3.4 a f/2.9, con un +37% di luminosità dichiarato. Per il teleobiettivo lungo, che è spesso il primo a soffrire nelle condizioni difficili, è un upgrade che si sente. Il nuovo modo 24MP con AI Fusion — combinazione di un frame 12MP multi-HDR con informazioni da un 50MP — è disponibile nell'app Camera Assistant (da scaricare separatamente dalla Galaxy Store, non preinstallata) e produce immagini con più dettaglio mantenendo la resa cromatica del 12MP standard. È una feature per utenti consapevoli, non per tutti.
Quello che rimane invariato è il 10MP sul 3x optical. In un panorama dove i competitor montano sensori da 50MP su tutti i moduli, tenere un sensore da 10MP sul teleobiettivo medio è una scelta difficile da difendere a questo prezzo. Samsung ha migliorato HDR e noise reduction software su questo obiettivo, e il risultato è percettibilmente migliore del S25 Ultra nella stessa posizione — ma la limitazione strutturale è reale. Per il video, l'introduzione del codec APV è la notizia più rilevante per creator professionisti: compressione lossless che mantiene qualità intatta anche dopo editing ripetuto, un vantaggio concreto per chi usa lo smartphone come strumento di produzione.
Prestazioni, AI e software: Galaxy AI è finalmente maturo?
Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy è il chip più veloce che Samsung abbia mai montato su uno smartphone. Non è una sorpresa: Qualcomm mantiene la leadership nel benchmarking Android, e la versione "for Galaxy" è ottimizzata specificamente per l'ecosistema Samsung con margini termici più gestiti. Il vapor chamber ampliato garantisce un +21% di efficienza termica rispetto al S25 Ultra — rilevante non solo per i gamer, ma per chi usa registrazione video 4K/8K prolungata o sessioni AI intensive. Non ho registrato throttling percettibile nelle sessioni di shooting.
Galaxy AI, alla sua terza generazione, smette di essere sperimentale. Now Brief e Now Nudge — la coppia di funzioni contestuali che analizzano calendario, abitudini e schermo in real-time — funzionano in modo abbastanza naturale da essere utili invece di invasivi. Photo Assist 2.0 fa un salto qualitativo: ora può aggiungere elementi alle foto invece di limitarsi a rimuoverli o spostarne. Creative Studio accetta prompt testuali, immagini e sketch per generare sticker, wallpaper e materiali visivi personalizzati. Audio Eraser funziona finalmente anche dentro YouTube, Netflix e Instagram. Sono funzioni che, usate con intenzione, cambiano il flusso di lavoro creativo.
La cautela che mi sento di esprimere riguarda il perimetro linguistico: alcune delle funzioni più sofisticate di Galaxy AI — incluse quelle di Bixby come device agent — sono ottimizzate per l'inglese o supportano un set limitato di lingue. In italiano, l'esperienza AI è buona ma non completa. È un limite da mettere in conto, soprattutto per un prodotto posizionato come "the most effortless AI phone." Su One UI 8.5, basato su Android 16, Samsung garantisce 7 anni di aggiornamenti Android e sicurezza — fino al 2033. In un segmento a €1.499, è un argomento di valore reale che incide sul costo-per-anno d'uso.
Colora i tuoi video come un pro
Batteria, ricarica e autonomia reale
5.000mAh. Settimo anno consecutivo. È il dato che richiede più onestà in questa recensione, e anche il più difficile da valutare in modo netto. Da un lato, i chip diventano anno dopo anno più efficienti, i pannelli AMOLED consumano meno, e l'autonomia reale del S25 Ultra — con la stessa batteria — era già eccellente. Non è detto che più mAh significhino necessariamente più ore di utilizzo se il resto del sistema è migliorato. Dall'altro, competitor come Xiaomi montano celle da 6.000–7.500mAh a prezzi paragonabili o inferiori. La scelta di Samsung è di tenere il form factor sottile — 7,9mm è il profilo più snello mai raggiunto su un Ultra — e sacrificare la capacità della batteria sull'altare del design. È una scelta legittima; è giusto chiamarla per quello che è.
La novità è la ricarica Super Fast Charging 3.0 a 65W: 0-75% in circa 30 minuti con un caricatore da 65W. Il salto rispetto al 45W del S25 Ultra è sensibile nella pratica — una carica rapida prima di uscire diventa molto più gestibile. La ricarica wireless rimane a 15W. Il dato critico da segnalare è che Galaxy S26 Ultra non supporta Qi2 / MagSafe nativo: per il mounting magnetico da gimbal o da auto, è necessario acquistare un case compatibile separatamente. Per filmmaker e creator che usano lo smartphone su rig, è un attrito concreto che Samsung avrebbe potuto evitare.
In uso intenso — video 4K, sessioni AI estese, trasferimenti Bluetooth, cambio continuo di app — l'autonomia è solida per una giornata completa. Non oltre. Con moderazione, due giorni sono raggiungibili. Nessuna sorpresa rispetto al S25 Ultra, e in alcuni scenari leggermente meglio grazie al chip più efficiente.
Galaxy S26 Ultra vs S25 Ultra: ha senso aggiornare?
Questa è la domanda che più persone mi fanno, ed è anche la più difficile a cui rispondere onestamente senza cadere nella trappola del "dipende." Dipende, certo — ma posso essere più preciso.
Se vieni da Galaxy S25 Ultra, la risposta è quasi certamente no. L'apertura f/1.4 sul main è un upgrade reale, ma non trasformativo in condizioni di luce normale. Il Privacy Display è genuinamente nuovo, ma non è una feature che risolve un problema urgente per tutti. Il chip è più veloce, ma il S25 Ultra era già velocissimo. Il frame in alluminio invece del titanio è, oggettivamente, un passo indietro estetico. Non è un caso che io abbia definito questa generazione "iterativa": è esattamente quello che è, e il S25 Ultra ne è la misurazione.
Se vieni da S23 Ultra o precedenti, il discorso cambia completamente. Il delta cumulato — camera system, chip, AI, Privacy Display, software — è ampio e giustifica il salto. Se stai valutando l'acquisto per la prima volta, Galaxy S26 Ultra a €1.499 è lo smartphone Android più rifinito disponibile oggi, con un ecosistema software che durerà fino al 2033. È un argomento di valore concreto.
La vera tensione, e quella che ho sentito nel mio tempo con questo telefono, è che Samsung sta chiedendo un premium di ingresso sempre più alto per un'innovazione che avanza a velocità sempre più contenuta. Non è un difetto del prodotto in sé: è la natura di una categoria matura. Ma è una conversazione onesta da fare con sé stessi prima di mettere €1.499 sul tavolo.
Alternative sensate (da considerare)
Non è detto che Galaxy S26 Ultra sia lo smartphone giusto per te — anche se sei convinto di voler spendere €1.499. Il mercato attuale offre tre filosofie alternative altrettanto coerenti, ognuna costruita su premesse diverse. Non sono ripieghi: sono scelte.
Recensione — smartphone flagship Android
Galaxy S26 Ultra — Giuliano's Verdict
Galaxy S26 Ultra non è lo smartphone che ti stupisce — è quello che ti fa sentire in mani competenti. Samsung ha preso una formula già eccellente e l'ha migliorata metodicamente in ogni punto critico: fotocamera più luminosa, chip più veloce, AI finalmente utile e un Privacy Display che nessun altro ha ancora integrato a livello hardware. I limiti sono reali — batteria ferma, teleobiettivo 3x datato, addio al titanio — ma per il target giusto non ribaltano il giudizio: sono il prezzo di una scelta industriale precisa.
Consigliato se
- Usi lo smartphone come strumento di lavoro visivo — fotografia, video, content creation — e vuoi il sistema fotocamera Android più bilanciato del 2026, con APV codec per workflow editoriale serio.
- La privacy dello schermo è una preoccupazione reale: in aeroporto, in metropolitana, in banca — Privacy Display funziona, è hardware, non un filtro software.
- Vuoi uno smartphone che duri nel tempo: 7 anni di aggiornamenti garantiti fino al 2033 cambiano il calcolo del costo per anno d'uso.
Meno adatto se
- Vieni da Galaxy S25 Ultra: il delta non giustifica il cambio — Privacy Display e f/1.4 sono upgrade reali ma non trasformativi per chi è già su un sistema già eccellente.
- La batteria è una priorità assoluta: 5.000mAh nel 2026 con competitor a 6.000–7.500mAh è una scelta di design che si sente nelle sessioni lunghe.
- Vuoi hardware fotografico senza compromessi: il 10MP sul 3x optical è il punto debole strutturale che Xiaomi 15 Ultra, con sensore 1" Leica, sfrutta come vantaggio competitivo diretto.
Crea foto e video straordinari (con qualsiasi camera)
FAQ — Samsung Galaxy S26 Ultra
Risposte pratiche della Redazione alle domande più frequenti prima di comprarlo o usarlo.
Vale davvero €1.499?
Dipende da come si calcola il valore. Se lo misuri come spesa una tantum su un ciclo di vita di 12 mesi, €1.499 è tanto. Se lo calcoli su 7 anni di supporto garantito — la policy Samsung fino al 2033 — il costo annuale scende a circa €215. A parità di supporto software, nessun competitor Android si avvicina. Il valore reale è lì, non nella scheda tecnica da brochure.
Ha senso aggiornare da Galaxy S25 Ultra?
Quasi certamente no. Il Privacy Display è genuinamente nuovo, l'apertura f/1.4 sul main è un upgrade reale, ma non trasformativo in condizioni di luce normale. Il frame torna all'alluminio invece del titanio — un passo indietro percepito. La batteria è identica. Il salto ha senso da S23 Ultra o precedenti, dove il delta cumulato — AI, fotocamera, chip, display — è ampio e giustifica il cambio.
Come funziona davvero il Privacy Display?
Non è una pellicola applicata né un filtro software: è integrato direttamente nel pannello a livello di pixel. Un tocco nel pannello rapido e l'angolo di visibilità laterale si azzera — chi è a fianco o sopra di te vede lo schermo scuro, tu vedi tutto perfettamente. Puoi attivarlo per l'intero display o solo per app specifiche, con regole automatiche basate su posizione e orario. In metropolitana, in banca, in aeroporto: funziona, non richiede case aggiuntivi e non degrada la qualità dell'immagine in frontale.
Le fotocamere sono davvero migliorate rispetto al S25 Ultra?
Sì, ma in modo selettivo. Il main a f/1.4 cattura il 47% di luce in più: la differenza è visibile e misurabile, soprattutto in bassa luce e in interni. Il 5x periscope migliora in parallelo con apertura f/2.9. Il processing è anche cambiato: Samsung abbandona l'ipersaturazione aggressiva per un bilanciamento più naturale. Il limite rimane il teleobiettivo 3x a 10MP — invariato e sottodimensionato rispetto ai competitor 2026.
La batteria regge una giornata intera?
In uso intenso — video 4K, sessioni AI, trasferimenti, shooting prolungato — la giornata è coperta ma senza margine. Con la nuova ricarica a 65W, da 0 al 75% in circa 30 minuti, il sistema di recupero è più rapido del S25 Ultra. Il mio consiglio pratico: porta una batteria esterna da 65W se prevedi sessioni di lavoro superiori alle 6–7 ore consecutive. Con uso moderato, due giorni sono raggiungibili.
Galaxy AI funziona bene in italiano?
In parte. Photo Assist e Creative Studio supportano 41 lingue incluso l'italiano — funzionano bene. Now Nudge e le funzioni di contesto di Now Brief supportano invece 13 lingue: l'italiano è nella lista, ma alcune sfumature contestuali sono ottimizzate per l'inglese. Bixby come device agent avanzato funziona meglio in inglese. Per chi usa il telefono principalmente in italiano, l'esperienza AI è buona ma non al massimo delle sue possibilità.
La S Pen è inclusa? Ha le funzioni Bluetooth?
La S Pen è inclusa in confezione, alloggiata nel corpo del telefono. Supporta 4.096 livelli di pressione per scrittura e annotazioni precise. Attenzione: le funzioni Bluetooth della S Pen sono state rimosse rispetto alle generazioni precedenti — niente controllo remoto della fotocamera o scatto a distanza tramite la penna. Chi usava quella funzione nel workflow di shooting dovrà adattarsi o usare il timer automatico dell'app fotocamera.
Galaxy S26 Ultra o iPhone 17 Pro Max: quale scegliere?
Sono ecosistemi opposti, non solo smartphone opposti. Galaxy S26 Ultra porta Privacy Display unico nel settore, S Pen, Galaxy AI multi-agente e customizzazione profonda di Android. iPhone 17 Pro Max porta chip A19 Pro, integrazione Apple e un prezzo d'ingresso inferiore in EU. La scelta non è sul prodotto in sé: è su quale ecosistema vuoi abitare per i prossimi 7 anni.
Come migliorare la fotografia con uno smartphone come il Galaxy S26 Ultra?
Avere il miglior hardware non è la stessa cosa che sapere usarlo. Galaxy S26 Ultra ha un sensore da 200MP con apertura f/1.4, ma la differenza tra una foto mediocre e una foto che colpisce non sta nel telefono — sta nell'occhio, nella luce, nella composizione. Ho creato Smartphone Photography Pro, la mia masterclass di mobile photography: tecniche di composizione, gestione della luce, editing professionale e visual storytelling con lo smartphone. Per chi vuole smettere di sprecare il potenziale del proprio telefono.
Scopri Smartphone Photography Pro →