Collaborare con i Brand (anche con pochi follower): Guida Completa
Hai mai pensato che per collaborare con i brand siano necessari centinaia di migliaia di follower? Lascia che ti dica subito una cosa: è una delle convinzioni più diffuse, ma anche una delle più sbagliate.
Questa idea limita tantissimi creator, facendo credere loro di dover raggiungere numeri astronomici prima di avere una chance. Ma la realtà è decisamente diversa: la percezione del tuo personal brand (e il valore che offri) contano molto di più dei numeri.
La verità è che i brand non cercano solo follower, cercano storie autentiche, connessioni reali e creator che sappiano trasmettere il loro messaggio in modo unico. È una questione di valore, non di volume.
Il mio nome è Giuliano Di Paolo, sono un creator, filmmaker e viaggiatore che negli ultimi 10 anni ha realizzato diverse campagne per brand internazionali e compreso alcune dinamiche dell'influencer marketing di cui quasi nessuno parla.
La mia prima collaborazione (con meno di 3.000 follower) l’ho chiusa con un budget di oltre €5.000. Oggi, con oltre 60.000 follower multipiattaforma, ho capito una cosa fondamentale: i numeri non sono tutto, anzi, spesso mentono.
In questa guida, voglio sfatare alcuni miti e condividere con te tutto ciò che ho imparato collaborando con grandi aziende, anche quando i miei numeri erano ben lontani dall'essere attrattivi.
Ti racconterò le mie esperienze personali, ti mostrerò le strategie pratiche che uso e ti guiderò passo dopo passo per crearti delle opportunità concrete — che, probabilmente, non immagini di poter raggiungere.
Sei pronto? Mettiti comodo, prepara un block notes e la tua bevanda preferita e partiamo.
Cosa Significa Davvero Collaborare con un Brand
Collaborare con un brand va oltre il semplice ricevere prodotti gratuiti o un compenso per un post. È molto di più.
È un rapporto di fiducia reciproca, una partnership in cui il creator diventa il portavoce dei valori del brand e li intreccia con il proprio storytelling in modo autentico e rilevante.
Quando collabori con un brand, non stai solo "pubblicizzando un prodotto": stai raccontando una storia che risuona con il tuo pubblico e con quello dell'azienda che sponsorizzi.
E qui arriva il punto cruciale: ci sono due modalità principali di collaborazione, e ognuna richiede una strategia specifica.
Push Collaboration
In questo approccio, sei tu a prendere l'iniziativa. Crei una proposta personalizzata per il brand, dimostrando chiaramente come puoi portare valore al loro mercato.
Questo richiede una profonda conoscenza del brand stesso: i loro obiettivi, il loro target e il tipo di messaggio che vogliono veicolare. È come un pitch: devi mostrare perché sei la persona giusta per quel lavoro.
Quando avevo meno di 3.000 follower su Instagram e YouTube, ho contattato direttamente un brand nel settore travel. Ho studiato il loro posizionamento e ho proposto un progetto che si allineava perfettamente con i loro valori. Nonostante i miei numeri modesti, sono riuscito a chiudere una collaborazione da quasi €5.000.
Pull Collaboration
Qui, invece, sono i brand a cercarti. Hanno notato il tuo potenziale unico, il tuo stile inconfondibile o la tua capacità di creare connessioni autentiche con il tuo pubblico, e vogliono associarsi al tuo personal brand.
Questo tipo di collaborazione si basa sulla percezione del valore: non conta quanti follower hai, ma come vieni percepito nel tuo settore e dal tuo pubblico.
Con una presenza multipiattaforma da 60.000 follower e un blog che genera 20.000 visite mensili, un noto brand italiano (di cui non posso farti il nome) mi ha contattato per una sponsorizzazione.
Ma nonostante i numeri siano 10/15x rispetto al passato, il progetto è stato chiuso per meno di €1.500. Perché? Perché, in quel caso, il mio posizionamento non era il match perfetto per i loro obiettivi.
Come DIventare un “Brand Ambassador” Autentico
I brand non cercano una pubblicità fredda e standardizzata (o almeno non sempre); vogliono connessioni autentiche. Vogliono che tu racconti la loro storia attraverso la tua voce unica.
La tua missione non è quella di spingere un prodotto a tutti i costi, ma di integrarlo in modo naturale nella tua narrazione, mostrando al tuo pubblico come quel prodotto o servizio possa realmente migliorare la loro vita.
Quando smetti di essere uno sterile megafono pubblicitario e diventi un ambasciatore autentico, crei un impatto molto più forte. Devi costruire una relazione di valore, che possa durare nel tempo e che apporti benefici reciproci.
Vuoi sapere come iniziare? Inizia studiando i brand che ti appassionano, quelli che rispecchiano i tuoi valori e che potrebbero davvero interessare al tuo pubblico.
Prepara una lista e inizia a immaginare progetti creativi che possano fare la differenza per loro. I numeri possono essere un fattore, certo, ma ciò che conta di più è come riesci a comunicare valore.
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Numeri e Collaborazioni: Quello che Devi Sapere su Instagram, TikTok e YouTube
Hai mai pensato che ci sia una piattaforma “migliore” per collaborare con i brand?
La verità è semplice: non esiste una risposta universale. Ogni piattaforma ha il suo linguaggio, il suo pubblico e i suoi punti di forza. E il tuo potenziale nasce proprio qui: scegliere dove giocare le tue carte, invece di disperderti ovunque.
Vediamo insieme cosa rende YouTube, Instagram e TikTok strumenti potenti per ogni tipologia di creator, anche con numeri modesti.
YouTube: Il Potere dello Storytelling Long-Form
YouTube è il regno dello storytelling autentico e dei contenuti di qualità. Qui non conta solo chi ti segue, ma quanto tempo il tuo pubblico sceglie di passare con te. La retention dei tuoi video è uno degli indicatori più preziosi per i brand, perché dimostra la capacità di catturare davvero l’attenzione.
Perché funziona? I video long-form sono perfetti per approfondire temi complessi: tutorial, vlog esperienziali, recensioni dettagliate, podcast. Non è un caso se i brand che vogliono costruire fiducia a lungo termine guardano spesso a YouTube come piattaforma principale.
Anche con pochi iscritti: Forse non lo sai, ma i nano-influencer (10.000–50.000 iscritti) sono tra i più richiesti ad oggi. Il motivo? Il loro pubblico è più fedele e coinvolto rispetto a quello di creator con milioni di iscritti. Persino con meno di 10.000 iscritti puoi chiudere collaborazioni remunerative, se offri contenuti di valore e una narrazione autentica.
La Mia Prima Collab su YouTube (con meno di 3k iscritti)
Quando avevo appena 2.500 iscritti su YouTube, mi scrive questo brand di moda sostenibile dalla Thailandia. Zero esperienza in quel settore, potevo anche fare il classico video “ciao, guardate questo prodotto” e chiuderla lì.
Invece no. Ho pensato: “se lo faccio, lo faccio a modo mio”. Così ho tirato fuori l’idea di un mini-tutorial di fashion photography, con backstage reali e il mio stile narrativo dentro.
Sai com’è andata? L’engagement è schizzato a tre volte la media del canale. Non i numeri, non i follower: è stata la storia a fare la differenza. E quella storia ha colpito tutti — il brand e soprattutto il pubblico.
Instagram: Engagement Immediato e Niche Power
Instagram è il terreno perfetto per contenuti che vogliono creare impatto immediato. Le Stories, i post e i Reels sono formati rapidi, visivi e interattivi, ideali per catturare l’attenzione sul momento.
Nano e micro-influencer in ascesa: Sempre più brand stanno scoprendo che i creator con 500–10.000 follower hanno un pubblico di nicchia molto più coinvolto rispetto ai grandi nomi. Questo li rende partner ideali per campagne mirate, con risultati concreti e community fidelizzate.
Un po’ di numeri per darti il contesto:
Un post sponsorizzato su Instagram può valere dai €10 ai €100 per un nano-influencer, fino a oltre €10.000 per i mega-influencer.
Le Stories costano in media meno (€50–€1.250), ma hanno il vantaggio di un impatto immediato e super diretto.
E sai qual è il dato più interessante? Il tasso di engagement medio dei nano-influencer è del 3.69%, contro l’1.21% dei macro.
Tradotto: non servono milioni di follower, ma una community che risponde, commenta, interagisce.
La Mia Prima Collab su Instagram (con meno di 5k followers)
La mia prima collaborazione su Instagram è arrivata quando avevo ancora solo poche migliaia di follower. Mi aveva scritto un brand di viaggi che promuoveva il Myanmar, curioso di vedere come avrei potuto raccontarlo alla mia community.
Invece di fare il classico post vetrina, ho scelto un approccio diverso: foto autentiche, Stories personali e tanto spazio al dialogo con chi mi seguiva. Ho condiviso non solo immagini, ma anche pensieri, domande e piccoli retroscena del viaggio.
Il progetto ha acceso un sacco di conversazioni nei commenti e nei DM. Ed è stata proprio quella connessione reale a colpire il brand. Talmente tanto che la collaborazione non si è fermata lì: si è trasformata in un rapporto che è andato avanti nel tempo.
TikTok: Viralità e Autenticità
TikTok è il luogo dove tutto può succedere. È la piattaforma più imprevedibile e, probabilmente, quella con il maggior potenziale per i creator emergenti. Qui non contano i numeri in sé, ma la tua autenticità e la capacità di catturare l’attenzione nei primi secondi.
Un’opportunità per tutti: Anche con soli 5.000 follower puoi chiudere collaborazioni remunerative, se hai un engagement alto. I brand amano TikTok perché premia la creatività genuina e la capacità di connettersi in modo spontaneo con l’audience.
La Mia Prima Collab su TikTok (con meno di 500 follower)
La mia prima sponsorizzazione su TikTok è arrivata quando avevo pubblicato meno di dieci video e i follower si contavano sulle dita. Un’azienda tech mi scrive: volevano qualcosa di fresco per parlare a un pubblico giovane e creativo.
Potevo fare il solito contenuto promozionale, ma invece ho deciso di giocarmela nello stile puro di TikTok: video breve, ritmo veloce, prodotto in azione dentro la vita reale, con quel pizzico di storytelling e personalità che non può mancare.
Il risultato? Oltre 50.000 visualizzazioni in pochi giorni.
Numeri piccoli all’inizio, sì, ma è bastata l’autenticità per dimostrare al brand che non sono i follower a fare la differenza, bensì la capacità di creare connessioni vere.
Le Migliori Modalità di Collaborazione
Molte collaborazioni si somigliano, ma non sono tutte uguali.
Alcune sono veloci e “mordi e fuggi”, altre si trasformano in relazioni durature che cambiano davvero la traiettoria della tua carriera.
Conoscere le opzioni che hai davanti è il primo passo per scegliere quelle che ti valorizzano davvero — non solo quelle che ti portano un guadagno immediato.
Sponsorizzazioni
Il modello più classico: un brand ti paga per promuovere un prodotto o un servizio. Può essere un post su Instagram, una serie di Stories, un Reel, un video su YouTube.
Ma attenzione: non tutte le sponsorizzazioni funzionano.
Quelle che hanno davvero impatto si riconoscono perché:
il messaggio è chiaro e sincero (il pubblico sente subito se ci credi o no)
i contenuti sono di qualità, non un copia-incolla di comunicati
c’è un vero allineamento di valori (se promuovi un prodotto che non ti rappresenta, rischi di bruciare la fiducia del tuo pubblico)
Affiliate Marketing
Qui guadagni una commissione per ogni vendita generata tramite un link o un codice personale. È perfetto se promuovi prodotti che usi davvero e che sai essere utili al tuo pubblico.
Il segreto? Trattare l’affiliazione non come pubblicità, ma come consiglio personale. E se scegli programmi con commissioni serie (10–30%), puoi trasformare i tuoi contenuti evergreen in una piccola entrata passiva che cresce nel tempo.
Gifting
All’inizio capita spesso: un brand ti manda un prodotto in regalo, in cambio di un po’ di visibilità. Non ci sono soldi, ma può essere un buon modo per farti notare e costruire un portfolio di collaborazioni.
Il trucco è non farsi “usare”: anche se è gratis, scegli solo ciò che ti rappresenta davvero. Ogni contenuto che pubblichi costruisce (o distrugge) la tua credibilità.
Brand Ambassador
Qui il gioco si fa serio: non sei più un creator occasionale, diventi il volto del brand. È una partnership lunga, basata sulla fiducia reciproca.
Da poco sono diventato ambassador per un brand legato al mondo travel. Non mi limito a postare contenuti sponsorizzati: partecipo a eventi, creo materiali esclusivi, lavoro a stretto contatto con il loro team.
È un rapporto che va oltre la promozione, quasi una collaborazione creativa vera e propria.
Giveaway e Contest
Vuoi aumentare visibilità ed engagement velocemente?
Un giveaway o un contest è uno strumento potente, soprattutto se coinvolgi più brand.
Il rischio è farlo diventare solo una “caccia al premio”, ma se lo gestisci bene può essere un’occasione per accendere la tua community e portare valore anche al brand.
Push vs Pull: La Strategia Conta
Se sei agli inizi, non aspettare che i brand bussino alla tua porta. Parti con una strategia push: studia i brand che ti piacciono, prepara idee concrete, mostra perché sei la persona giusta.
Quando avrai costruito una base solida, il gioco cambia. A quel punto saranno i brand a venirti a cercare (strategia pull), perché il tuo posizionamento parla per te.
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Come Dare Più Valore alle Tue Collaborazioni
Se c’è una cosa che ho imparato a furia di sbattere contro un muro è: non tutte le collaborazioni hanno lo stesso peso. Non basta accettare ogni proposta che arriva.
Se vuoi davvero crescere come creator, devi imparare a dare valore a ogni progetto — non solo in termini economici, ma soprattutto in termini di posizionamento.
Ecco tre leve che possono cambiare il modo in cui ti percepiscono i brand (e il tuo pubblico).
1. Media Kit: La Tua Vetrina Professionale
Non aspettare di avere “grandi numeri” per creare il tuo media kit.
Un buon media kit non è una lista sterile di statistiche: è una storia visiva del tuo brand personale. Deve raccontare chi sei, i tuoi valori, il tuo pubblico e cosa ti rende unico rispetto agli altri.
Molti brand scelgono di lavorare con un creator non perché ha 100k follower, ma perché ha saputo comunicare bene la propria identità fin dal primo pitch.
2. Match Valoriale: Scegli i Brand Giusti
La verità è semplice: pochi brand fanno davvero al caso tuo.
Accettare collaborazioni che non rispecchiano i tuoi valori è il modo più veloce per perdere credibilità.
Il trucco? Studia i brand come se fossero persone: ti riconosci in quello che fanno? ti entusiasma la loro visione? il loro prodotto ha senso per il tuo pubblico?
Ogni volta che ho detto “no” a un brand che non mi rappresentava, in realtà ho detto un grande “sì” al mio posizionamento. E questa coerenza, alla lunga, vale più di qualsiasi contratto firmato.
3. Storytelling: Trasforma il Brief in Esperienza
Un errore comune è trattare la collaborazione come un compitino: ricevi il prodotto, fai il post, fine. Invece, ogni collab è un’occasione per raccontare una storia.
Non pensare al prodotto come una “cosa da mostrare”, ma come parte della tua narrazione personale.
Quando riesci a integrare un brand nel tuo mondo — nel tuo stile, nelle tue passioni, nei tuoi contenuti autentici — il risultato non è più una sponsorizzazione. È un’esperienza che il tuo pubblico sente vera, e che il brand percepisce come valore aggiunto.
👉 Lesson Learned: Non sono le collaborazioni in sé a fare la differenza, ma come le costruisci. Un media kit ben curato, un match valoriale forte e uno storytelling autentico trasformano anche una piccola collab in un trampolino per la tua crescita come creativo e professionista.
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Domande Frequenti sulle Brand Collaboration
Come funzionano davvero le collaborazioni con i brand?
Non è solo uno scambio prodotto/post. Una collaborazione è un rapporto di fiducia in cui il brand affida la sua storia a te. Funziona quando riesci a intrecciare il loro messaggio con la tua voce, creando un contenuto che ha senso per il tuo pubblico e che non suona mai forzato.
Cosa scrivere per proporsi a un brand?
Evita email fredde o copia-incolla. Parti sempre da una ricerca sul brand: cosa comunicano, quali valori hanno, chi è il loro pubblico. Poi costruisci un messaggio che non parli solo di te, ma di come puoi risolvere un loro problema o portare valore concreto. Ricorda: non sei lì per chiedere, ma per offrire.
Quanto si può guadagnare con una collaborazione?
Dipende da tanti fattori: settore, piattaforma, posizionamento, capacità negoziale. Non c’è una cifra standard, ma c’è una regola chiara: non sottovalutarti mai. Anche con pochi follower puoi chiedere un compenso equo se porti valore. Il vero errore è accettare collaborazioni solo in cambio di visibilità.
Come collaborare su Instagram con pochi follower?
Non servono numeri astronomici. Se hai una community piccola ma attiva, sei già interessante per i brand. Concentrati su contenuti che aprono conversazioni, mostra i tuoi valori, costruisci fiducia. È molto più potente avere 2.000 follower che interagiscono con te, che 20.000 che scrollano distrattamente.
Quali passaggi seguire per creare un pitch efficace?
Un pitch non è un curriculum, è una storia breve e mirata. Presentati, spiega la tua visione, mostra i dati chiave (engagement, audience, contenuti di punta) e proponi un’idea concreta che il brand può immaginare subito. La chiave è far capire che non vuoi solo promuovere, ma creare un progetto insieme.
Come scelgo i brand giusti per me?
Chiediti: questo brand rappresenta i miei valori? Il loro prodotto ha senso per la mia community? Se la risposta è no, passa oltre. Collaborare con chi non ti rispecchia significa minare la fiducia che hai costruito. Ogni no ti avvicina alla prossima collab giusta.
Come monitorare i risultati e dimostrare ROI a un brand?
Non limitarti allo screenshot dei like. Mostra i dati che contano davvero: conversazioni nate nei commenti, DM ricevuti, click sui link, vendite generate. Un brand non cerca vanity metrics, ma prove concrete che la collaborazione abbia portato un impatto reale.
Voglio trasformare le collaborazioni in un business sostenibile: da dove parto?
Qui entra in gioco la strategia. Non basta firmare contratti spot, serve costruire un posizionamento forte, un personal brand chiaro e un metodo per proporre e gestire partnership in modo professionale.
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